Caorso, open day della centrale: “Bene l’interesse dei cittadini, ma dietro la facciata restano i problemi reali della dimissione”

Il 15, 16 e 17 maggio la centrale nucleare di Caorso aprirà le porte ai cittadini.

Notiamo con piacere che in pochissime ore tutti i posti disponibili sono andati esauriti. Sogin pubblicizza questo interessamento e per l’occasione “tira a lucido” ma non ha la stessa attenzione nel dare risposte alle problematiche delle lavoratrici e lavoratori. Come Uiltec Territoriale della Centrale di Caorsosupportato da lavoratori anche di sigle diverse , segnaliamo le gravi difficoltà nell’interloquire con i vertici societari, per affrontare e risolvere criticità che si trascinano da troppo tempo.

Ricordiamo però che Caorso non è una centrale in costruzione, è una centrale in dismissione, al cittadino che verrà in visita si presenterà un quadro fuorviante. I cantieri più visibili non sono quelli di smantellamento, ma quelli dei nuovi depositi. Senza un Deposito Nazionale, infatti, siamo stati costretti a costruire ben tre depositi temporanei, smantellando i precedenti, per stoccare i rifiuti prodotti dalla dismissione. Depositi “temporanei”, con costi altissimi e tecnologie spesso non così efficienti come dovrebbero essere. Ci fa piacere l’interesse dei cittadini, ma vogliamo metterli a conoscenza anche di ciò che non si vedrà durante l’Open Gate: i problemi organizzativi e gestionali. Parliamo di tante ore di lavoro straordinario, ormai diventate consuetudine, e del mancato riconoscimento professionale di lavoratori che ricoprono posizioni sancite da accordi locali e contrattuali. Temi che ricorrono da anni per l’assenza di interlocuzione con le Relazioni Industriali e per la mancata volontà aziendale di risolverli. Da anni siamo costretti a discutere di temi che dovrebbero essere alla base di una società pubblica come Sogin che invece ha abbandonato una politica retributiva equa, assegna posizioni di rilievo, ma poi non le retribuisce adeguatamente.

Troviamo immorale dover rincorrere l’azienda sulla giusta retribuzione. Sulle qualifiche esistono due accordi. Il primo è il verbale di classificazione del 2008: pur vecchio, associa a ogni posizione una categoria precisa di ingresso e di crescita. Da anni chiediamo di aggiornarlo perché mancano figure nate nel tempo, ci abbiamo provato anche con l’azienda, ma senza una sintesi finale, ognuno si è tenuto la sua bozza e sono passati altri tre anni. Sogin oggi si difende dietro al fatto che è vecchio e non va più usato. Ricordiamo però che gli accordi o si disdettano, o si rispettano. Il secondo è un accordo del 2012 sul reparto Controlli Impianti, applicato per un periodo, poi l’azienda ha deciso unilateralmente di non applicarlo senza disdettarlo. Risultato: lavoratori che fanno lo stesso lavoro con categorie diverse. 

Noi pensiamo che il Personale, nelle sue funzioni, non possa avere un atteggiamento irriguardoso verso i lavoratori. Ogni tanto bisogna avere il coraggio di dire al vertice che si sta sbagliando, che si sta prendendo una strada che mina le relazioni sindacali. Caorso è tra le centrali più performanti sul decommissioning. Se lo è, è grazie alla capacità e alla buona volontà dei lavoratori, ai quali non si può chiedere sempre “qualcosina in più” in termini di disponibilità, ore e straordinari, per poi dimenticarsi di retribuirli in modo adeguato. Non chiediamo nulla di straordinario: chiediamo l’applicazione degli accordi vigenti. Auspichiamo che i lavoratori inizino a ponderare se accettare o meno le posizioni proposte di sviluppo. 

L’Azienda è consapevole delle proprie mancanze e sa che qualsiasi vertenza individuale porterebbe a una vittoria del lavoratore con giusto riconoscimento salariale. A Caorso non è mai stato fatto in modo massiccio, ma potrebbe diventare un’opportunità da perseguire. 

È impensabile che un lavoratore accetti mansioni di maggior rilievo e responsabilità, anche penali, senza che posizione e percorso di crescita siano chiariti come previsto dagli accordi vigenti.  

I sindacati e i lavoratori sono stanchi. Crediamo che chi occupa posizioni apicali in azienda sia retribuito il giusto e non sia sotto inquadrato. Non accettiamo che gli unici sotto inquadrati siano i lavoratori. Questa è  

una politica di risparmio sui lavoratori. Non abbiamo mai avuto un confronto reale con la Direzione del Personale, che parla per voce di altri e non ha mai voluto spiegare la propria posizione ai sindacati. 

Siamo arrivati a un punto che rischia di non avere più ritorno. 

Nei prossimi giorni convocheremo l’assemblea dei lavoratori e insieme decideremo i prossimi passi.

SARTORI GIANLUCA COORDINATORE UILTEC SOGIN